Bossi: “Non c’è democrazia. C’è il fascismo” – Alfano: “Premier resta, vogliono distruggerci”

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Il leader leghista incita alla secessione, attacca i giornalisti e rivendica il salvataggio delle pensioni nella manovra. Ma è Calderoli a dire che il governo andrà “avanti così fino alla fine”. E sull’Udc avverte: “Niente inciuci“. Bersani: “Il Senatùr fa sognare i suoi con la secessione per non dire che resta con il miliardario Berlusconi“. Intanto il segretario del Pdl dice che il presidente del Consiglio non si dimette: “Vogliamo arrivare al 2013

Bossi: “Non c’è democrazia. C’è il fascismoAlfano: “Premier resta, vogliono distruggerciUmberto Bossi
VENEZIA – Il giorno di Bossi a Venezia. Un comizio atteso, quello del Senatur, nel momento di massima fibrillazione per l’esecutivo e con una Lega sempre più in fermento. “Ma come si fa a stare in un Paese che
sta addirittura perdendo democrazia? Il fascismo è ritornato con altri nomi e facce“, ha esordito il leader della Lega mentre la platea di Venezia urlava “secessione! secessione!“. “Piano piano, non possiamo illuderci di fare senza la secessione. Dobbiamo avere la forza per ottenere la nostra libertà“, ha aggiunto Bossi, per concludere: “L’Italia attuale è uno schifo“.

Poi l’attacco ai giornali. “I giornalisti sono dei grandissmi str… Sono degli Iago. Raccontano bugie. Attaccano la mia famiglia perché non possono attaccare me. Sono dei disgraziati“, ha detto Bossi. “Quando li trovi fingono di essere amici. Tutti contro la Lega invece. Sono loro che non vogliono cambiare niente. Ma le cose cambieranno: quando finiscono i soldi le cose cambiano” ha aggiunto ricordando “ai militanti” che è in programma “una grande manifestazione. Oggi non lo dico perché ci sono i giornalisti. Prima lo devono sapere i militanti“. “Certamente“, ha aggiunto il leader leghista “la libertà non si conquista solo con le manifestazioni ma preparandosi alla lotta, appena la Lega porterà tutto a casa“.

La rivendicazione arriva poi sulle pensioni: “La Lega Nord ha convinto il ministro dell’Economia e il governo a non toccare le pensioni nell’ambito della manovra“, ha spiegato Bossi. “Abbiamo convinto Tremonti a non toccarle. E chi se ne frega dell’Europa che vuole tagliare tutto“. Parlando in terza persona, poi, ha aggiunto: “Nonostante i casini, Bossi mostra il dito: mostro il dito per difendere i soldi di chi ha lavorato una vita e ha diritto alla sua pensione“.

Infine l’ipotesi referendum per la Padania. “Bisogna trovare una via democratica forse referendaria perché un popolo importante e lavoratore come il nostro, non può essere costretto a continuare a mantenere l’Italia“, ha concluso Bossi. “D’altra parte – ha aggiunto – se l’Italia va giù la Padania va su“. “La gente non ne può più, ma io sono per trovare la via democratica“, ha proseguito il Senatur.

Alla vigilia dell’appuntamento è stato Calderoli a cercare di rassicurare sulle sorti dell’esecutivo. Chiudendo anche all’Udc: “Il nostro è un governo politico, gli altri sono degli inciuci”, ha detto il ministro della semplificazione, Roberto Calderoli a Venezia. “La maggioranza è quella del Parlamento – ha proseguito il ministro – il nostro obiettivo è mantenere la coalizione fino alla fine“. Per il ministro leghista, “l’opposizione 2 fa il suo lavoro, ma così non fa altro che allungarci la vita“. In questo momento, poi, il governo sta ancora “pensando alla manovra”, mentre poi dovrà “dedicarsi alle riforme“.

Meno ottimista sul futuro il capogruppo Reguzzoni, che sempre da Venezia ha risposto alla domanda sulla scadenza del 2013 con un sibillino: “Chi vivrà vedrà“. E anche le parole di Maroni sono state meno nette di quelle del collega di governo. “Andare avanti è difficile“, ha detto il titolare del Viminale, “il governo non è un mezzo ma un fine per combattere la nostra battaglia sul federalismo e ci saremo fino a quando ce lo dirà Umberto Bossi“.

Alfano in trincea.L’unica alleanza che può dare stabilità al Paese è quella tra Berlusconi e Bossi“, ha detto a margine del convegno del Pdl a Cortina d’Ampezzo, il segretario nazionale Angelino Alfano. Dopo aver ribadito che Silvio Berlusconi non ha alcuna intenzione di dimettersi 3: “Noi difenderemo con orgoglio la nostra storia, e intendiamo arrivare al 2013“. “Tutti gli altri ci hanno provato fino al 14 dicembre, volevano portare al governo chi aveva perso e all’opposizione chi aveva vinto. Ma la democrazia trasparente – ha chiosato Alfano – si basa sul principio che chi vince governa, chi perde va all’opposizione e chi vince governa per 5 anni“. Poi un altro messaggio esplicito di “resistenza”. “Il Pdl – ha concluso Alfano – dice no alle larghe intese. Che non sono altro che perifrasi per dire che Berlusconi deve andare a casa“.

Bersani: “Farà la secessione con Berlusconi e Milanese“.  Umberto Bossilancia la palla avanti” aizzando i militanti della Lega “per non dire chiaramente” che continuerà a stare con il miliardario Silvio Berlusconi. “Vediamo se vuole fare la secessione con Berlusconi e anche con Milanese“. Così il segretario del Pd Pier Luigi Bersani 4 ha commentato le parole del leader della lega al raduno dei popoli padani.

La presidente dell’assemblea nazionale del Pd Rosy Bindi, vicepresidente della camera, denuncia l’esistenza di “un sistema intollerabile di ricatti politici incrociati” che “continua a paralizzare l’esecutivo. Non si spiega altrimenti il silenzio del presidente del Consiglio sulle gravissime affermazioni di Bossi oggi a Venezia“. “Un ministro della Repubblica – ha affermato Bindi- non può permettersi impunemente di incitare alla secessione e dileggiare la Costituzione“. E “se Berlusconi avesse un briciolo di senso dello Stato e amore delle istituzioni esigerebbe una pronta smentita e si scuserebbe a nome del governo con tutti gli italiani“.

(18 settembre 2011)
Fonte: http://www.repubblica.it

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Lodo Alfano, allo studio l’estensione dello scudo per il presidente del Consiglio

Lodo Alfano, allo studio l’ Estensione dello scudo per Il Presidente del Consiglio

La proposta e contenuta nel parere che la la commissione Giustizia del Senato darà agli Affari costituzionali

Berselli: «ingiusto un diverso trattamento ingiusto rispetto al capo dello stato»


MILANO – In arrivo modifiche per il Lodo Alfano: L’ idea e di estendere ulteriormente lo scudo per il premier che prevedendo che la sospensione possa valere anche per i processi cominciati prima dell’assunzione della carica. Il Pdl vorrebbe estenderla al presidente del Consiglio e ai ministri, mentre nel testo attuale vale solo per il capo dello Stato . La proposta ècontenuta nel parere sul Lodo che la la commissione Giustizia del Senato , presieduta da Filippo Berselli, dovrebbe consegnare giovedì a quella degli Affari costituzionali .
« Del resto – spiega Berselli che ha messo a punto il parere – sarebbe stato un diverso trattamento tra il capo dello Stato e Il presidente del Consiglio e non sarebbe stato giusto.
Così la proposta è quella di uniformare il trattamento riservato al presidente della Repubblica, anche al premier e ai ministri ” » .

« ERRORE NEL TESTO » – Nel testo attuale si prefede che lo scudo possa valere nei confronti del presidente della Repubblica, « anche in relazione uno a fatti antecedenti all’assunzione della carica » . « Ma questa formulazione, per un errore di chi ha messo a punto il testo – sottolinea Berselli – , non era stata estesa al presidente del Consiglio e ai ministri “» . «E ora – sottolinea – nel parere che stiamo per presentare cerchiamo di ovviare a questa disparità di trattamento » . Se il parere della commissione Giustizia verrà accolto lo scudo per Il premier e per i ministri si potrebbe estendere ulteriormente e la sospensione scatterebbe anche per i processi cominciati prima dell’assunzione dell’incarico. « Proponiamo di introdurre altre modifiche , come quelle che riguarda la sostituzione del termine ” procedimento “con” processo “. Ma tutti gli altri rilievi sono più che altro di carattere tecnico »
ha concluso Berselli .

PD: SCONCERTANTE DECISIONE«La decisione di modificare Il Lodo Alfano per estendere ulteriormente lo scudo al presidente del Consiglio e ai ministri è davvero sconcertante » : questo il commento del capogruppo del Pd in Commissione Giustizia della Camera Donatella Ferranti . « Questa decisione – aggiunge – dimostra qualora ce ne Fosse stato bisogno, che non si tratta di un provvedimento con nobili intenzioni. Ripeto, è tutto molto sconcertante» (Ansa)

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