100 giorni per la modifica dello scambio elettorale politico-mafioso

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100 giorni per la modifica dello scambio elettorale politico-mafioso

LIBERA - contro le mafie

A tutti i parlamentari

Questa petizione sarà consegnata a:

tutti i parlamentari.

La corruzione è uno dei motivi principali per cui il futuro dell’Italia è bloccato nell’incertezza. Pochi paesi dell’Unione Europea vivono il problema in maniera così acuta (fanno peggio solo Grecia e Bulgaria). Si tratta di un fenomeno dilagante, fra le cause della disoccupazione, della crisi economica, dei disservizi del settore pubblico, degli sprechi e delle ineguaglianze sociali, che danneggia le Istituzioni e la vita quotidiana delle persone.

In questa fase di stallo, la lotta alla corruzione può essere il vero tema d’incontro tra le diverse forze politiche e la società civile, che si è espressa per un forte rinnovamento nella gestione della cosa pubblica.

276 parlamentari di diverso colore politico – eletti tra gli 878 candidati che hanno aderito agli impegni di trasparenza chiesti da Riparte il futuro prima delle elezioni – si sono già detti disposti a potenziare la norma sullo scambio elettorale politico-mafioso. Un numero incoraggiante (corrisponde al 30% del totale dei parlamentari) ma che può e deve ancora crescere.

Ai neoparlamentari con il braccialetto bianco, simbolo dell’impegno preso, si aggiungono glioltre 150 mila cittadini che in poco più di un mese hanno firmato per ottenere una politica capace di agire con forza contro la corruzione.

Firma anche tu per chiedere che il Parlamento modifichi la legge 416 ter del Codice Penale. E’ necessario cominciare da questa riforma per spezzare il patto deleterio che lega politico corrotto e mafioso corruttore, condizionando scelte strategiche della vita del Paese e vincolando la libertà elettorale. Rendere efficace la legge significa anche prevenire la pratica diffusa del voto di scambio, che trasforma il voto del cittadino in una merce da barattare.

La modifica della 416 ter è il primo passo, simbolico, per dotare l’Italia di un efficace apparato legislativo contro la corruzione in linea con gli standard europei. È una norma che il Parlamento può cambiare facilmente, nei primi 100 giorni della legislatura.

Una buona legge produce una buona cultura.

Firma per far ripartire il futuro dell’Italia.

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Le mafie nel pallone

La denuncia di don Ciotti “Il calcio è della mafia”

http://www.antimafia.tv/

Riciclaggio di soldi mediante sponsorizzazioni, partite truccate, scommesse clandestine, presidenti prestanome,il grande affare del mondo ultrà, le scuole calcio.


Questi i temi di “Le mafie nel pallone – Storie di criminalità e corruzione nel gioco più truccato al mondo. Potenza Calcio: il caso limite”, dossier presentato oggi a Roma, anticipazione del libro “Le mafie nel pallone” del giornalista Daniele Poto, edito dal Gruppo Abele Edizioni, con una prefazione di Gianni Mura, in uscita nelle librerie a settembre.

Alla conferenza stampa erano presenti, oltre all’autore, Don Luigi Ciotti, Presidente nazionale di Libera, Don Marcello Cozzi, referente di Libera Basilicata, Valerio Piccioni, giornalista della Gazzetta dello Sport.

“Il calcio non è un mondo isolato” – ha dichiarato Don Marcello Cozzi – “ma risente dei problemi del territorio”. E dunque infiltrazioni mafiose e corruzione. Un dato che non deve stupire poichè, come ha spiegato Don Ciotti durante la conferenza stampa, da sempre le mafie controllano anche le società calcistiche. Per i clan, infatti, le squadre sono una garanzia di visibilità, un mezzo per controllare il territorio e arruolare nuove leve, riciclare denaro.

Secondo Daniele Poto, si tratta di una realtà inquietante, poichè i collegamenti e le collusioni con le mafie sono vastissimi, sono oltre 30 i clan coinvolti, e hanno origini lontane nel tempo. Si tratta di un fenomeno diffuso tanto al centro-sud quanto al nord d’Italia: Lombardia, Lazio, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia, e sospetti in Abruzzo, queste le regioni interessate.

Nel dossier viene presentato il caso-limite del Potenza Calcio e del suo Presidente Giuseppe Postiglione, che in soli tre anni ha portato la squadra in serie B, salvo poi essere esclusa dal campionato professionistico.

Come reagire? Con il coraggio della denuncia e la forza della proposta: queste le esortazioni di Don Ciotti. Ed è ciò che fanno quotidianamente i ragazzi di Libera, “antenne del territorio”, come le definisce il Presidente di Libera, che invoca anche l’indispensabile collaborazione con gli organi competenti.

(Fonte articolo: http://www.libera.it)

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