I Pastori Sardi in Lotta contro le ingiustizie subite

Il malcontento dei pastori è dato da una situazione divenuta oramai drammatica: una gran parte dei terreni è in mano alle banche che si comportano nei confronti di chi da quella terra trae il suo sostentamento, come veri e propri usurai, applicando a contratti stipulati in precedenza, tassi
d’ interesse insostenibili per gli allevatori, senza che questi vengano sostenuti dalla regione in maniera incisiva.
Oltre a questo il prezzo del latte irrisorio (meno di 0.60 euro a litro) rischia di compromettere il sistema economico
di tutti quei paesi che dipendono in maniera vitale dal settore agro pastorale.

PASTORE SARDU, NON T’ARRENDAS COMO.


Il Movimento Pastori Sardi nasce negli anni Novanta alla conclusione di una manifestazione organizzata dalla Coldiretti a Cagliari rivelatasi un’ulteriore occasione di rafforzamento del sindacato ma di fatto di nessuna utilità per la categoria agricola e pastorale.
In questa circostanza, un gruppo di giovani esuberanti, delusi dall’ennesimo esito inutile della manifestazione, decidono di continuare la loro battaglia da soli, dando vita ad un movimento autonomo e apolitico, disposto a lasciare le proprie campagne e scendere in piazza affinché venga dato il giusto riconoscimento al proprio lavoro
senza l’intervento di intermediari che si accontentano delle “piccole briciole” concesse dai politici del momento.
Battaglia dopo battaglia, il movimento ha attirato a sé un numero sempre maggiore di sostenitori
che oggi sembra rappresentare la maggioranza della categoria dei pastori.

 

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