Salvatore Cuffaro, sentenza giudiziaria

“Salvatore Cuffaro, i procedimenti giudiziari penali”

Durante la sua prima presidenza alla Regione Siciliana Cuffaro è entrato, insieme ad altri, nel registro degli indagati per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa nell’ambito dell’inchiesta sui rapporti tra il clan di Brancaccio e ambienti della politica locale.
Con gli elementi raccolti, gli inquirenti ritengono che, attraverso Antonio Borzacchelli e Miceli (precedentemente assessore UDC al Comune di Palermo, legato a Cuffaro) e grazie alle talpe presenti nella Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, Cuffaro abbia informato Giuseppe Guttadauro, boss mafioso ma anche collega medico di Miceli all’Ospedale Civico di Palermo, e Michele Aiello, importante imprenditore siciliano nel settore della sanità, indagato per associazione mafiosa, di notizie riservate legate alle indagini in corso che li vede coinvolti.

Nel settembre del 2005,
Cuffaro per questi fatti, negati dall’interessato, è stato rinviato a giudizio per favoreggiamento aggravato alla Mafia e rivelazione di notizie coperte da segreto istruttorio, mentre non è stata accolta l’accusa di concorso esterno. Secondo il GUP è accertato che abbia fornito all’imprenditore Aiello informazioni fondamentali per sviare le indagini, grazie a una fonte non ancora nota, incontrandolo da solo in circostanze sospette, riferendo che le due talpe che gli fornivano informazioni sulle indagini che lo riguardavano erano state scoperte.
Nell’incontro, anche una discussione riguardante l’approvazione del tariffario regionale da applicarsi alle società di diagnosi medica posseduta dall’imprenditore.
Aiello ha ammesso entrambi i fatti, Cuffaro afferma soltanto che si sia discusso delle tariffe.
Il GUP ipotizza inoltre che il mafioso Guttadauro sia venuto a conoscenza da Cuffaro delle microspie, in funzione del suo rapporto con Aiello, sempre per via del contatto con i due marescialli corrotti, in servizio ai nuclei di polizia giudiziaria della Procura di Palermo, uno dei quali è stato l’autore del piazzamento delle microspie.
Secondo una perizia ordinata dal tribunale nel corso del processo a Miceli, nei momenti in cui si è scoperta a casa di Guttadauro la microspia, sarebbero state confermate le testimonianze secondo le quali la moglie del boss mafioso ha dato merito a Totò Cuffaro del ritrovamento.

Nel dicembre 2006,
Miceli è stato condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa, condanna confermata in appello il 16 ottobre 2008, con pena ridotta a sei anni e mezzo.
I “cannoli del presidente”

Il 15 ottobre 2007
il procuratore aggiunto del processo a Cuffaro, Giuseppe Pignatone, ha chiesto 8 anni di reclusione per l’attuale Presidente della Regione Siciliana, per quanto riguarda i seguenti capi d’imputazione:

1. favoreggiamento a Cosa Nostra
2. rivelazione di segreto d’ufficio

Il 18 gennaio 2008
Cuffaro viene dichiarato colpevole di favoreggiamento semplice nel processo di primo grado per le ‘talpe’ alla Dda di Palermo. La sentenza di primo grado condanna Cuffaro a 5 anni di reclusione nonché all’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

Cuffaro assiste alla lettura della sentenza nell’aula bunker di Pagliarelli e dichiara immediatamente di non essere intenzionato ad abbandonare il suo ruolo di presidente della Regione Siciliana. Nel frattempo, la pubblicazione di una serie di foto che lo ritraggono con un vassoio di cannoli, mentre apparentemente festeggia per non essere stato condannato per favoreggiamento della mafia, provoca un grande imbarazzo.
Il 24 gennaio 2008
l’Assemblea regionale siciliana respinge la mozione di sfiducia (53 voti contro 32) presentata dal centrosinistra. Nonostante il voto di fiducia del Parlamento siciliano, Cuffaro si dimette due giorni dopo, nel corso di una seduta straordinaria dell’Assemblea. Il processo d’appello è iniziato il 15 maggio 2009 alla terza sezione della Corte d’appello di Palermo.

È inoltre accusato dal pentito di mafia Massimo Ciancimino (figlio dell’ex sindaco mafioso Vito Ciancimino) di aver intascato tangenti. Per questo è iscritto nel registro degli indagati della DDA di Palermo per concorso in corruzione aggravata dal favoreggiamento di Cosa Nostra assieme ai politici dell’Udc Saverio Romano e Salvatore Cintola e del Pdl Carlo Vizzini.
La condanna all’interdizione perpetua dai pubblici uffici non gli impedisce di sedere in Parlamento come Senatore nelle file dell’UDC.

Nell’ottobre del 2009
il pentito Gaspare Romano, imprenditore condannato per aver favoreggiato Giovanni Brusca, accusa Cuffaro di aver partecipato ad un pranzo con i mafiosi Santino Di Matteo, uno degli assassini di Giovanni Falcone, ed Emanuele Brusca, fratello di Giovanni.
Nello stesso periodo gli perviene un nuovo avviso di conclusione delle indagini per concorso esterno in associazione mafiosa, fatto che presuppone un nuovo rinvio a giudizio. La Magistratura presume che Cuffaro sia stato sostenuto elettoralmente dalla mafia sin dall’inizio degli anni novanta e che perciò sia a disposizione delle cosche.

Il 23 gennaio 2010
la Corte d’Appello di Palermo condanna Cuffaro a sette anni di reclusione per favoreggiamento aggravato nel processo ‘talpe alla Dda’. Rispetto alla sentenza di primo grado la pena è stata inasprita di ulteriori due anni, con l‘aggravante di aver favorito Cosa Nostra.
Dopo la sentenza Cuffaro ha annunciato di lasciare ogni incarico di partito e di voler ricorrere alla Corte di Cassazione.
Salvatore Cuffaro [mafioso]
Nel giugno 2010
la Procura della Repubblica di Palermo dispone una indagine sul patrimonio di Cuffaro, per accertare una eventuale sproporzione tra il patrimonio dell’ex presidente e il reddito dichiarato.

Annunci

Totò Cuffaro aggredisce Giovanni Falcone

Dopo la morte di Falcone e Borsellino,
Maurizio Costanzo e Michele Santoro mandarono in onda una trasmissione in tandem (Santoro dalla Rai e Costanzo da canale 5).
Salvatore Cuffaro intervenne nello studio di canale 5 e fu sbeffeggiato dalla ironia di Costanzo (che lo chiamò Puffaro con chiaro riferimento ai puffi) e dai fischi di disapprovazione del pubblico presente sia nello studio di Costanza che quello presente da Santoro.
Fu una trasmissione memorabile.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: