Sentenza Silvio Berlusconi (agosto 2013) : La Legge è Uguale per Tutti?

Ormai trascorsi dei giorni dopo la condanna definitiva espressa dalla Corte di Cassazione per il Presidente Silvio Berlusconi.
Siamo nell’agosto del  2013, fra giorni afosi e politica italiana incandescente, piena di schiamazzi e parole ma nulla di concreto per il Popolo italiano: questa è almeno l’attuale realtà come risposta dell’odierno Governo composto da PD e PDL (Partito Democratico e Partito/e/o Popolo per o  della Libertà).
Non voglio essere prolisso, ne tanto meno scantonate su come sia  possibile avere una Giustizia Giusta.
In tanti mi hanno scritto (pur non avendo ancora l’associazione Antimafia reso  pubblico), con statuto e organizzazione. Mi sono rifiutato (almeno per ora), di fare come “presta nome” a quel o altro partito politico italiano. Se avessi accettato, sicuramente, sarebbe arrivato fior di € euro, senza mah e senza perché. Ho lavorato per la Pubblica Amministrazione per trenta anni come dipendente del Ministero per gli Interni. Ma in questo non voglio addormentarvi riguardo il mio cv. Ho conosciuto gli anni definiti di piombo, con il mio nome scritto dai brigatisti rossi nella lista come persona da eliminare, solo perché appartenente a un sindacato (allora) , ritenuto di “destra”. Come non fare riferimento a quanto detto dal Presidente Silvio Berlusconi, definendo la magistratura di sinistra non solo politicamente ma sindacalmente? Sono parole o frasi senza senso, sapendo “lui” e “io”, e “noi”, che esistono da sempre degli schieramenti sindacali contrapposti. Non per questo possono essere definiti “comunisti o fascisti”, di “destra o sinistra”. Ogni sindacato rappresenta il singolo e lo difende rispetto a quanto avviene nell’ambito lavorativo. Per questo semplice motivo non comprende come mai l’ex Premier Berlusconi se la prenda contro la magistratura definendola o combattendola perché la reputa di “sinistra”. Anche nel CSM, come in tutte le altre organizzazioni sindacali ogni lavoratore è libero di iscriversi a un sindacato: di destra o di sinistra. Questo non ostacola o preme sulle sentenze, semmai al contrario né da possibilità di “parasri il sedere”, perché in ogni caso per ogni controversia lavorativa, il dipendente è obbligato a prestare massimo rigore nel suo comportamento, e in questo ogni sindacato sarebbe pronto a non approvare e condannare, nel caso il suo iscritto commetta azioni, fatti, parole lesive, delittuose.
Entrando nel nocciolo della questione, dove un politico viene condannato per via definitiva: che si chiami Silvio Berlusconi o Pinco Pallino, va rispettata. Purtroppo come in tanti, troppi mi danno supporto nel dire e scrivere che la sentenza troppo spesso non sono giuste, e in particolare a coloro che di denaro ne possiedono poco. Battaglie giudiziarie sono state fatte da entrambi gli schieramenti che si fingono opposti: sia di sinistra, centro, destra. Sarebbe ora che tutti gli italiani alzassero la testa per parlare e dichiarare i propri diritti, sia per coloro che hanno eletto e non hanno espresso le loro volontà, sia nei svariati referendum dove la Sovranità Popolare è stata schiacciata in modo così rapido che nessuno ne vuol più parlare: carta stampata o televisioni. Questa è democrazia o censura preventiva (anticamera di una pseudo dittatura?) di quasi tutti gli schieramenti politici? Escludiamo il Partico Radicale italiano, che ha sempre voluto tenere saldi i propri ideali, rinunciando a tutto: denaro e potere politico. Il resto della politica cosa fa? =  escamotage, inciucio: il lavoro che più li soddisfa, incluso Beppe Grillo e il suo pseudo movimento: bla bla… ma sempre nulla di concreto. Un particolare ringraziamento va dato a Tony Troja, Luigi Lovino, Francesco Carbone, Serena Simonetta Lamberti, Carlo Massone e tanti altri che combattono la malagiustizia per ristabilire la Democrazia in Italia.
ma la giustizia non è uguale per tutti

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Como, proteste contro il mafioso Dell’Utri

Antimafia TV

(30/08/2010)
Fuori la mafia dallo Stato”. A Como Dell’Utri contestato, abbandona il palco.
Il senatore azzurro era ospite del Parolario. Il suo intervento doveva ruotare attorno ai presunti diari di Mussolini.
Gran pieno di pubblico, dentro e fuori il tendone nel centro di Como dove Marcello Dell’Utri avrebbe dovuto parlare dei suoi, probabilmente falsi, diari del Duce. Erano tutti lì per lui. Ma non tutti per ascoltarlo.
Alcuni, giovanissimi, erano arrivati perché avevano visto su Facebook il gruppo “No a Dell’Utri a ParoLario”. Massimo e i suoi amici avevano mandato una pioggia di email e avevano autoprodotto un po’ di volantini, piccolissimi, su cui era riportata la parte finale della condanna a Dell’Utri in appello, a sette anni per “concorso nelle attività dell’associazione di tipo mafioso denominata Cosa nostra”.
Armando Torno, giornalista, saggista e amico del senatore Pdl, ha preso la parola in perfetto orario. Ma quando ha passato la parola, è partito il primo intervento non programmato dal pubblico: “Ma vi sembra giusto aver invitato qui un condannato in appello a sette anni per mafia?”. Si scatena un applauso e poi cori, slogan, canti che si fermeranno solo mezz’ora più tardi, quando Dell’Utri, sconfitto, scende dal palco e se ne va.
Como "parolario" Dell'Utri contestazione - diari Mussolini
Doveva essere uno dei tanti incontri di fine estate in riva al lago di Como, organizzato dall’associazione “ParoLario”. Invece si è tramutato in una clamorosa sconfitta per il senatore. Subito sette ragazzi del gruppo Facebook si sono schierati: avevano indossato magliette bianche su cui avevano scritto, con il nastro adesivo nero, una sola lettera dell’alfabeto. Ma visti insieme, componevano una parola: Mafioso.
Fermàti e identificati, insieme a un amico colpevole di avere indosso una maglietta rossa.
Un altro gruppo di ragazzi stende il suo striscione: Marcello, baciamo le mani.
Un ragazzo intanto si è fatto sotto il palco sventolando un libro che voleva regalare al senatore:
Dossier Mangano
 (Kaos editore). L’Anpi (l’associazione nazionale partigiani) di Como distribuiva un volantino in cui criticava la scelta di “aver invitato un condannato per mafia, noto per le sue numerose dichiarazioni a sostegno del fascismo e di Mussolini”.

IL SENATORE MARCELLO DELL'UTRI LASCIA LA FIERA DEL LIBRO PAROLARIO SCORTATO DALLA POLIZIA E CONTESTATO DA NUMEROSE PERSONE. IL SENATORE AVREBBE DOVUTO LEGGERE ALCUNE PAGINE DEI DIARI DI MUSSOLINI IN SUO POSSESSO E CHE PROSSIMAMENTE SARANNO EDITI DA BOMPIANI
Il locale Comitato per la difesa della Costituzione, invece, nel suo volantino non lo nominava neppure, Dell’Utri, ma faceva un elenco dei morti ammazzati, da Giorgio Ambrosoli a Carlo Alberto Dalla Chiesa, contrapposti al mafioso Vittorio Mangano, sotto il titoloFelice il popolo che non ha bisogno di eroi”. Qualcuno di Rifondazione comunista fa partire il coro: “Bella ciao”, che unisce giovani e vecchi, antimafiosi e antifascisti.
Stupiti loro stessi di essere così tanti. Rigorosi ma pacifici. Nessun gruppo organizzato da catalogare come “estremisti dei centri sociali”, solo ragazze e ragazzi in t-shirt e canottierina, o cittadini più maturi, sorridenti e felici, per questo pomeriggio di sole in riva al lago di Como.

Da Il Fatto Quotidiano del 31 agosto 2010
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